La magica energia ottenuta dal caso

Il destino dell’Amore
22 Febbraio 2021
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La magica energia ottenuta dal caso

La parola coincidenza, per me, apre un intero Universo. Nella vita mi sono capitati molti avvenimenti così fortuiti e casuali da parere quantomeno strani. Mi sono chiesta più volte se ci fosse un motivo per il loro accadimento o se fossero frutto solo del caso.

Anche nel libro autobiografico che ho scritto, “il destino dell’Amore”, parlo di avvenimenti particolari, che scritti in un romanzo, è naturale pensare siano inventati per far scorrere la storia. Ma invece no, sono avvenuti in tutta la loro realtà, come per esempio nel capitolo ventisette del romanzo.

Ero in riunione in una azienda a Milano. Allora ero potuta rientrare in una multinazionale, dopo il coma e l’amputazione, perché categoria protetta. L’Amministratore Delegato e il Responsabile delle Risorse Umane erano stati miei colleghi quindici anni prima e potei tornare, perché mi conoscevano e sapevano che potevano contare su di me. Come capo ebbi una persona giovane, molto competente, decisamente sincero e troppo reattivo. Luca, questo il suo nome, non sapeva mediare. Lui proveniva dall’azienda che era stata acquistata dalla mia che mi aveva assunto. Prima di diventare il mio capo, era il responsabile di un grosso settore di business e molti venditori riportavano direttamente a lui. In una riunione aziendale nazionale, alla presenza della forza vendita di tutta Italia, si inimicò il direttore vendite criticando una sua azione commerciale al cospetto di tutti. Alla prima occasione il direttore vendite, gli tolse potere e lo mise a lavorare in sede, con solo tre persone sotto di lui. Una di queste, ero io. Per completare l’opera e non lavorare più direttamente con lui,  inserì un ragazzo più giovane come suo capo, di poca esperienza, ma che eseguiva senza fiatare quello che lui diceva.

Quell’anno fu veramente incredibile per me.

Luca era un manager preparato, molto competente e  con una grande capacità a motivare le persone. Ma Luca voleva tornare a gestire clienti e fatturati importanti e mal sopportava le dipendenze dal ragazzo giovane che il direttore gli aveva imposto.

Con Luca lavorai intensamente un anno, in cui ci demmo entrambi tanto. Con lui riuscì a recuperare molte capacità perse con il coma e a riprendere fiducia in me stessa. Lui, invece, era contrario al suo capo e cercava di scalzarlo fomentando tutto il gruppo di persone che riportavano a lui. Io di notte dormivo molto poco e continuavo a pensare come risolvere la situazione per Luca, che mi stava dando tanto.

La magia creata da Luca e me, si manifestò a conclusione dell’ultima riunione che organizzarono per cercare di sbloccare il gruppo.

C’eravamo tutti: i tre team di lavoro con i tre capi, il responsabile del gruppo che riportava al Direttore Vendite,  un’agenzia esterna, assunta dalla azienda per mediare e l’assistente delle Risorse Umane.

Eravamo tutti intorno ad un tavolo grande, rotondo. L’agenzia esterna chiese a tutti  di esprimersi per valutare l’intera riunione, definendo le problematiche e se avevamo colto delle opportunità di miglioramento.

Mi era molto chiaro di raccontare che Luca doveva essere spostato dalla posizione attuale. Che doveva andare all’estero per lavorare su nuovi mercati da creare, situazione decisamente più attinente per lui. Nella mia testa dovevo essere l’ultima ad esprimersi per poter essere più incisiva. Quando iniziarono il giro del tavolo per parlare, scelsero un collega di fronte a me, così però, non sarei stata l’ultima, ma quando arrivarono a me, inspiegabilmente mi saltarono, come se non ci fossi. La mia sensazione in quell’attimo, fu come di essere scomparsa.

È stato un caso? Secondo me no, non lo è stato. Si è realizzata la realtà, che io volli con tutta me stessa e sulla quale stavo lavorando da un anno. Esiste una magica energia per realizzare quello che vuoi, che nasce dalla tua volontà.

Quando finirono il giro esclamai:

“ Scusate, non ho parlato io.”

“ Scusami Antonella, non ti avevo vista. Certo, parla” disse il responsabile del gruppo.

Mi alzai in piedi e cominciai a parlare, uno strano silenzio ci avvolse.

“Questa riunione è andata esattamente come le altre. Male. Non riusciamo a lavorare insieme, non c’è alcuna possibilità. Per quanto mi riguarda posso dire che il mio capo è il migliore che io abbia mai avuto in tanti anni, forse il migliore. Non ha senso rimanga a lavorare qui, è troppo bravo. Lui vuole lavorare all’estero e ha tutte le qualità per farlo e se questa azienda non glielo permetterà, andrà via.”

Poi guardai dritto negli occhi il responsabile di Luca e continuai:

“ Se non parlerai direttamente con il Direttore Vendite, andrò io da lui per dirgli di promuovere Luca all’estero, e se lui non lo farà, andrò dall’Amministratore Delegato, per dirgli la stessa cosa, perché è un peccato perdere una risorsa come Luca.”

Mi sedetti. Continuò il silenzio irreale tutto intorno a noi. Sembrava che nessuno potesse parlare. Luca, a fianco a me, era commosso.

A un certo punto parlò il collega più anziano, aveva il tatto per parlare e, come anziano, si sentiva in dovere di farlo. Disse che avevo affrontato direttamente il problema e trovato la soluzione. Ora non c’era da far altro che attendere.

Due settimane dopo, Luca fu convocato e gli fu prospettato il lavoro all’estero.

La magia era arrivata e aveva avvolto tutto quanto.

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